Dediche al Ristorante la Nocetta

Molte sono le firme importanti che ci tengono a lasciare un loro pensiero, una loro dedica che testimonia il piacere che hanno avuto nel gustare  i piatti del nostro menù.

Gourmet da elisir

L’oro per la ristorazione va al Ristorante La Nocetta, a Villa Pamphili. Vincono genuinità e simpatia.

Quando Abruzzo e Molise formano ancora una sola regione. Accade solo al numero 378 di Via Aurelia Antica, dove due abruzzesi di Montazzoli (Chieti) e due molisani originari di Pietrabbondante (Isernia) lavorano fianco a fianco, da più di vent’anni nella gestione del loro locale, il ristorante “La Nocetta” a Villa Pamphili.

E non stiamo parlando di ristoratori qualsiasi, dal momento che l’amministratore di questo locale, Renato Di Tata, non è solo un “normale” gestore con una lunga esperienza nel settore, ma anche Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, nonché dottore in Filologia moderna, senza trascurare che il suo locale ha ricevuto, con la medaglia d’oro, il diploma di benemerenza dall’Ente provinciale del Turismo. Allora come coniugare (e soprattutto riuscire a farlo bene, come accade qui) tra di loro tutte queste attività? “Semplice – ci dice il signor Renato – serve solo tanto lavoro e una abbondante dose di passione”.

Ed è vero, qui di passione ce n’è e tanta, basti pensare che dall’apertura di questo locale (nel giugno del 1986) i quattro soci fondatori, Renato, Renato, Lucio e Lino, sono riusciti a creare un posto davvero delizioso, dove l’ambiente, arredato con gusto e cura, risulta piacevole e accogliente, sia all’interno, che all’esterno: qui durante la stagione estiva vengono sistemati alcuni comodi tavolini all’aperto. Che la cucina e l’ambiente siano di gran gusto, lo si può notare anche dai tanti clienti che frequentano il locale, personaggi dell’ambiente vaticano ma non solo, tutti intenti a gustare con piacere i loro piatti.

E mentre ci guardiamo in giro, ecco passarci sotto gli occhi un piatto fumante a base di scampi. “Di cosa si tratta?” – chiediamo (curiosi) al signor Renato. “questi sono i bombolotti alla crema di scampi originali” – ci dice, indicandoci il piatto di portata e, aggiungiamo noi, hanno l’aria di essere davvero deliziosi. Ma di primi piatti ce ne sono tanti. Quelli che ci colpiscono di più? Gli intramontabili spaghetti ai frutti di mare, “si, anche questi vanno per la maggiore” – mi spiega Renato – “ ma anche la carbonara di mare (che è davvero invitante!) e i tonnarelli rughetta e gamberoni”.

I secondi non sono da meno: grigliata di pesce, ostriche, paranza e un eccezionale guazzetto di pesce. Infine, per chi avesse ancora un po’ di posto per il dolce, suggeriamo per andare sul classico, il tiramisù o il sorbetto della casa, per quanti, invece, avessero voglia di fresche novità non si può resistere al frappè de “La Nocetta”, ricetta top secret, con un’aggiunta di elisir di gambrinus.

Ristorante “La Nocetta” a Villa Pamphili Roma - Via Aurelia Antica, 378
Tel 06 6623105 – Fax 06 6623853
Aperto tutti i giorni pranzo e cena, tranne il mercoledi
Menù disponibili anche in inglese.

Passe Partout

Un gradito regalo esclusivo che ci ha voluto riservare il grande Pass Partout. Gianfranco Tartaglia, in arte "PASSE PARTOUT", è nato a Roma , è diplomato all’Accademia delle Belle Arti ed è pubblicista dal 1987. Dal 1999 è docente di "Metodologie alternative di comunicazione" presso la Terza Università di Roma. Passe Partout ha disegnato vignette di satira politica e di costume per le maggiori testate nazionali (Paese Sera, Il Messaggero, l’Unità, La Repubblica, l’Europeo, Il Mondo, Mondo Economico, Liberetà, Auto Oggi, Sale e Pepe, Panorama, Moda, Playboy, Playmen, Blu e altri ancora), è autore di sigle e animazioni per Rai (Di tasca nostra) e private, ha inoltre realizzato numerosi manifesti e campagne per Regioni, Provincie e Comuni. Ha pubblicato vari libri di illustrazioni umoristiche, vincendo nel 1990 il "Premio per la Satira Politica" di Forte dei Marmi con " Leader bene chi leader ultimo", Gremese editore. Collabora come illustratore con le collane "Oscar" e "Saggi" della Mondadori. Dal 1992 ai mezzi più tradizionali ha affiancato l’uso del computer, realizzando materiali multimediali per società quali la Telecom, l’Enea, la FinMercedes, l’Eds, la Meyer-Squibb, le Ferrovie dello Stato ed altre operanti nel settore commerciale. All’attività umoristica alterna corsi di illustrazione, disegno e fumetto per ragazzi in giro per l’Italia, è Direttore Artistico della sede di Chieti della Scuola Internazionale di Comics. Partecipa alle più importanti manifestazioni umoristiche nazionali ed ha esposto in Italia e all’estero.

La villa Doria Pamphilj

Il ristorante la Nocetta si trova a due passi da Villa Doria Pamphilj e dal suo magnifico parco. La villa Doria Pamphilj è un parco della città di Roma, che come molti altri parchi cittadini trae origine dalla tenuta di campagna di una famiglia nobile romana. È, inoltre, la sede di rappresentanza del Governo italiano. Con i suoi 180 ettari di superficie è il più grande dei parchi romani ed è una delle "ville" meglio conservate di Roma: l'unica manomissione si deve all'apertura della via Olimpica (via Leone XIII) che ha diviso in due l'antica tenuta. La villa è divisa in tre parti: il palazzo e i giardini, la pineta, e la tenuta agricola.

Villa Doria Pamphilj

L'edificio più antico della villa sorto lungo la via Aurelia Antica è conosciuto come "Villa Vecchia" ed esisteva già nel 1630 quando la tenuta venne acquistata da Panfilo Pamphilj. Tra il 1644 e il 1652, sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, venne costruito ad opera degli architetti Algardi e Grimaldi, il complesso della "Villa Nuova". Nel 1849 la villa fu teatro di una delle più cruente battaglie per la difesa della "Repubblica Romana": le truppe francesi di Napoleone III il 2 giugno occuparono villa Corsini, allora alla periferia ovest di Roma e le truppe garibaldine tentarono invano di scacciarle.

Nel 1856 la villa fu unita alla confinante villa Corsini e tutto il complesso venne trasformato in una grande azienda agricola. Iniziati i primi espropri da parte del Comune di Roma nel 1939, il nucleo originario della villa fu acquistato dalla Stato Italiano nel 1957. Oltre 168 ettari furono acquisiti dalla municipalità romana; la parte occidentale nel 1965, la restante nel 1971 con apertura al pubblico nel 1972. Rimane proprietà della famiglia Doria Pamphilj la cappella funeraria opera di Odoardo Collamarini.

Fonte: Wikipedia.